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Io, sensitiva e contattista

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Questa è la mia storia, in breve, e la condivido nella speranza che qualcuno possa rivedere se stesso, nonché di comprendere che non è solo, nella sua esperienza di vita.

Sono sempre stata una bambina particolare. Ricordo che, sin da piccolissima, vedevo “persone” accanto al mio letto, creature tangibili e presenti alla mia destra. Terrorizzata, chiamavo a gran voce i miei genitori, e loro accorrevano, ma, quando arrivavano, tutto, nella stanza, era tornato alla normalità. Per molti anni ho dormito nascosta dalle coperte, con solo il naso lasciato fuori, per poter respirare. Spesso – e non mi vergogno a dirlo – correvo nella camera da letto di mia padre e mia madre, spaventata dalla notte e da tutto quello che essa portava con sé. Cercavo di allontanare ogni respiro diverso dal mio, consapevole di non essere sola. Una volta, d’estate, ho visto materializzarsi, sulle mie gambe, un piccolo sistema solare; in quell’occasione, ricordo, non ho provato paura, ma curiosità: sono rimasta a guardare, finché quel sistema solare si è sollevato nell’aria ed è sparito. Per anni, ho cercato di allontanare da me tutto ciò che vedevo e sentivo attraverso sensi non fisici, senza riuscirci: ero in grado di prevedere molte cose, belle e brutte, con una precisione che mi sorprendeva. Non ho mai forzato nulla: tutto arrivava quando era il tempo, anche quando credevo di non essere pronta per riceverlo. Non mi è stato risparmiato nulla e non ho mai potuto scegliere ciò che sentivo: quando si è sensitivi – Dio solo sa quanto questa parola mi abbia spaventata, e quanto io abbia cercato di allontanarla da me – si accetta di aprire tutto il pacchetto, non solo parte di esso. Tutto questo richiede una grande centratura ed è il motivo per cui persone come me sono spesso colpite da molte prove: la sofferenza umana è in grado di radicare alla condizione dimensionale che abbiamo scelto, al fine di non farci volare troppo in alto,  e di non alienarci da un mondo che ci ha voluti per la sua salvaguardia.

Non ho mai creduto agli alieni, né ho mai contemplato la possibilità che esistessero: per me – artista – l’idea di altri mondi era contemplabile solo nella fantasia e nel fascino che essi suscitavano dentro di me, ma nulla di più. Nonostante questo, ricordo di aver parlato di stelle e galassie, sin da piccola, amando l’astronomia e studiandola per ciò che mi era possibile. Disegnavo volti dalle caratteristiche ben precise e raccontavo di realtà differenti che si delineavano perfettamente nella mia anima. Uno di questi volti, in particolare, mi accompagnava sin dalla più tenera età, e io credevo che rappresentasse un ideale scaturito dal mio cuore umano… non avrei immaginato che questa creatura potesse manifestarsi a me, così come ha fatto  quando è giunto il tempo del mio Risveglio.

Da gennaio 2016, tutto è cambiato: ricordo ancora quella visione lucida che ho trascritto su un mio blog, credendo si trattasse di una nuova ispirazione artistica; da quella visione ne sono scaturite molte altre, insieme a messaggi in cui mi veniva raccontata la mia vita passata, descritta quella presente e profetizzata quella futura. In uno dei molti messaggi, mi fu detto che avrei distrutto tutti i miei schemi preconfezionati e che avrei abbandonato le mie vecchie credenze. Io, che avevo sempre sostenuto il dogma di Paradiso, Purgatorio e Inferno, mi sono ritrovata a comprendere che, in realtà, esiste molto di più: un Universo talmente vasto da non poterlo raccontare con parole umane, e non in una sola vita. La mia vita è cambiata radicalmente, ma ci è voluto molto tempo per accettare questa nuova consapevolezza. Nel frattempo, tutto ciò per cui ho vissuto si è modificato nella forma e nell’intenzione, meditando su ogni messaggio, molto a lungo, e comprendendone i suoi molteplici, profondi significati.

Siamo briciole d’Infinito sparse sulla Terra per l’eternità: è’ ciò che mi è stato detto, in una delle numerose visioni. Siamo. Non sono. Queste briciole chiedono di essere riunite in un unico nutrimento di vita. Io, sensitiva, tramite e contattista, non sono l’unico essere umano risvegliato dal suo Oblio: insieme a me, molti altri Ribelli iniziano la loro storia. Giunge il tempo della condivisione.

 

Paola Elena Ferri

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